Piccola cronologia di premessa a questo post, per capire cosa ha dato origine alle mie riflessioni:
Domenica scorsa ho scritto su twitter che la satira di Luca&Paolo non mi aveva fatto ridere per niente, e ho ricevuto alcune risposte che mi chiedevano di spiegare perchè. Poi oggi ho visto lo spot del partito di Giorgia Meloni, dove pure viene fatta una “rivisitazione ironica” dello stesso video (condita ovviamente da volgarità omofobe e sessiste da basso medioevo) e ho pensato che alla fine tra le due imitazioni non c’era poi tanta differenza (oltre ad una ovvia differenza di stile).
(via 500px / Photo “I cry out love keep your arms around me” by Jack Batchelor)
C’è una grave e contagiosa malattia che si è diffusa radicalmente sul territorio italiano come un potentissimo virus. Tra I principali sintomi del virus c’è il desiderio irrefrenabile di sputare sentenze e di arrogarsi il diritto di decidere su cosa è giusto e cosa è sbagliato, al solo scopo di guadagnare un minimo di attenzione sulla pubblica scena, anche solo per poche ore (o almeno finchè non si faccia avanti il successivo cittadino infettatato dal virus con una nuova sentenza). Alcuni cittadini presentano una forma particolarmente aggravata del virus, sentendosi in qualche modo giustificati all’invettiva per via del loro ruolo politico o sociale. Così il sottosegretario Giovanardi, l’ultimo di una lunga serie di vittime del virus, ha recentemente approfittato della sua delega alla famiglia per sentenziare che una campagna pubblicitaria svedese viola la Costituzione italiana. Un’accusa così grave può essere giustificata solo da una gravissima colpa, come per esempio mostrare due uomini mano nella mano e suggerire l’idea che questi possano costituire una famiglia, ed essere accolti in quanto tale nel negozio che lo spot pubblicizza. Un’idea rivoluzionaria e pericolosa, secondo Giovanardi. Ci attendiamo dunque a breve una dichiarazione di incostituzionalità per tutte le altre aziende che, per via pubblicitaria o semplicemente con le loro policies, suggeriscono un’idea di famiglia deviata dal modello tradizionale. Dovrebbero essere dichiarati incostituzionali anche tutti quei giornali che riportano notizie di famiglie arcobaleno, e numerosi programmi televisivi che mostrano queste storie in prima serata. Ad esempio, sono sicuramente anti-costituzionali “Grey’s Anatomy” e “Brothers and Sisters”, due show prodotti negli Stati Uniti e che in Italia vengono trasmessi rispettivamente da Mediaset e Rai. Questi programmi non trasmettono solo la semplice idea che una coppia omosessuale possa essere considerata una famiglia, ma si spingono oltre mostrando la realtà di queste famiglie e dei loro figli in quei posti (lontani anni luce dall’Italia) dove l’omogenitorialità e le unioni gay sono legalmente riconosciuti. E’ divertente notare come in Italia la politica influenza la televisione (e i media in generale), mentre all’estero è la televisione a tentare di veicolare nuove idee e influenzare cambiamenti nella società a livello politico. Negli USA il dibattito sui diritti per le persone GLBT è più che mai acceso, e sempre più stati stanno sviluppando forme di riconoscimento per le coppie omosessuali. All’inizio di quest’anno il presidente Obama ha annunciato che il governo non difenderà più in tribunale il cosidetto DOMA (Defense Of Marriage Act, una legge del 1996 che vieta il riconoscimento federale dei diritti civili per le coppie gay che si sono sposate in quegli stati dell’unione dove è permesso), e un recente sondaggio del Washington Post mostra come per la prima volta più del 50% della popolazione sia favorevole al riconoscimento di uguali diritti per le coppie omo ed eterosessuali. Questi cambiamenti nella società americana avvengono anche grazie al contributo dei maggiori network televisivi e delle major holywoodiane, che negli ultimi anni hanno sposato la causa GLBT (anche per interessi economici, qualcuno obietterà) e hanno mostrato al pubblico la vita reale delle coppie gay, lontana anni luce dal machiettismo e dai luoghi comuni che ancora popolano la televisione nostrana. Di fatto in America una pubblicità come quella dell’IKEA non avrebbe creato nessuno scandalo, e coppie gay fanno già regolarmente apparizione sui billboard (gli enormi cartelloni pubblcitari che svettano per le strade) e sui muri delle grandi città. Al contrario, il dibattito è se dichiarare incostituzionale chi vuole negare I diritti civili ad alcuni cittadini sulla base di discriminazioni di natura sessuale, come già in passato per le discriminazioni razziali o di genere. In Italia una simile “rivoluzione culturale” non è ancora neanche cominciata, e la colpa è anche dei media che continuano a mostrare l’omosessualità solo come la simpatica macchietta che alza l’audience. Ci ritroviamo a riporre le nostre speranze nel marketing aziendale per sopperire alle mancanze culturali di un’intera nazione. Se un giorno finalmente gli anatemi senza senso dei vari Giovanardi non saranno più ascoltati dovremo ringraziare la libreria Billy.
L’idratazione è di primaria importanza per il ciclista responsabile.
(Fonte: felistella)
Brooklyn Bridge Sunset by Lou Bueno
(via ronniebruce-deactivated20130108)
My new house in the woods
in cerca di una direzione…
Mi preparo con pazienza al colloquio in ambasciata per il rilascio del visto di lavoro, in attesa di diventare di nuovo (per la terza volta) un espatriato.
Per allora questo blog sarà la mia nuova casa.
Intanto, gli archivi del mio vecchio blog sono resuscitati ed ora esposti tipo mausoleo su wordpress.